PIERLUIGI CIOCCA “TORNARE ALLA CRESCITA – Perchè l’economia italiana è in crisi e cosa fare per rifondarla

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Pierluigi Ciocca

TORNARE ALLA CRESCITA

Perché l’economia italiana è in crisi e cosa fare per rifondarla

PAGG. 218

2018 DONZELLI EDITORE

COSTO 19 EURO

 

Perché L’economia è in crisi e cosa fare per rifondarla in un libro di Pieluigi Ciocca

L’estrema gravità della condizione dell’economia italiana è appalesata dalla pesantissima contrazione del Pil e, ancor più, dal cronico ristagno della produttività e

La sua  è un’economia con strutturali elementi di fragilità: l’orografia accidentata, sotto il suolo nulla, sopra il suolo poco, nella periferia d’Europa. Dovrebbe insegnare che il benessere materiale degli italiani non è mai conquistato per sempre: dipende sia dalla intensità.

L’economia italiana da anni è affetta da due mali congiunti: –domanda globale anemica; –stallo della produttività. La bassa domanda globale frena la fuoruscita dalla recessione, la ripresa dell’economia. L’improduttività delle imprese frena la crescita, lo sviluppo di lungo periodo dell’economia. Ripresa e crescita – ciclo e trend – vengono, non solo dai media incompetenti, spesso confuse. Sono invece da distinguere, pur nelle reciproche connessioni.

L’Italia unita si è arricchita in due occasioni: il 1900-1913, l’età “giolittiana”, e il 1950-1969, gli anni del «miracolo economico». Allora la finanza pubblica in ordine, gli investimenti in infrastrutture fisiche ed immateriali, un quadro giuridico acconcio, la risposta delle imprese alla concorrenza si unirono a progressi nella cultura, nelle istituzioni, nella politica: questo insieme compensò gli svantaggi strutturali e l’economia crebbe. Dopo ha cominciato a diminuire la crescita e si è arrivati agli anni 2000 in cui il declino economico dell’Italia è divenuto drammatico. Qualora dovesse permanere una congiunta inadeguatezza dello Stato e dell’Impresa nel rilanciare produzione e occupazione attraverso la produttività, la via estrema sarebbe il taglio dei salari reali, con pesanti implicazioni sociali e politiche.

Il libro si conclude delineando le azioni che solleverebbero l’economia italiana dalle sabbie mobili in cui da un quarto di secolo essa si dibatte. L’indicazione delle linee d’intervento, di una diversa politica economica rispetto a quella seguita sinora, scaturisce dall’analisi: equilibrio di bilancio; investimenti pubblici; rinnovata attenzione al Mezzogiorno; perequazione distributiva; diritto dell’economia; concorrenza. Occorre unirvi la pressione dell’Europa affinché la Germania riassorba i suoi surplus e accetti per l’Euroarea sia la golden rule di bilancio (investimenti pubblici finanziati almeno in parte con debito) sia un central banking all’altezza dei focolai d’instabilità che, oltre a inflazione e deflazione dei prezzi, possono accendersi in un’economia di mercato Tuttavia, gli interessi costituiti nazionali e internazionali, la miopia individualista dei partiti politici, le resistenze culturali, i difetti d’analisi verranno battuti se la società civile si convincerà che il problema economico – più della stessa, pur grave, questione dell’immigrazione – costituisce il nodo da recidere per l’ulteriore progresso e che esistono soluzioni, razionali, non traumatiche. Le azioni necessarie richiedono tempo per esplicare i loro effetti. Vanno, quindi, intraprese al più presto. Ogni ulteriore ritardo sarebbe pregiudizievole capitalistica.

 

 

Biagio Gugliotta.

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