Il nuovo mondo di Franesco

ANTONIO SPADARO
Il NUOVO MONDO DI FRANCESCO
Come il Vaticano sta cambiando la politica globale
con testi di
Luigi Accattoli Giulio Albanese Giorgio Bernardelli Alberto Bobbio Giancarlo Bosetti Lucia Capuzzi Giovanna Chirri
Fabio Colagrande Riccardo Cristiano Vania De Luca Massimo Faggioli Giacomo Galeazzi Orazio La Rocca Matteo Matzuzzi José Luis Narvaja
Francesco Peloso Enzo Romeo Iacopo Scaramuzzi Piero Schiavazzi Francesco Sisci Gianni Valente Roberto Zuccolini
PAGG. 208
2018 MARSILIO
COSTO 17 EURO

Il libro di Antonio Spadaro” Il mondo di Francesco – Come il Vaticano sta camniando la politica globaale” di 208 pagine edito di Marsilio Editori, ed acquistabile al prezzo di 17 euro, mette in rilievo che occuparsi della politica internazionale di Francesco significa immergersi in una visione spirituale che si nutre di un profondo senso della catastrofe possibile e delle forze del male in azione, e nello stesso tempo di una fiducia unica nel mistero di Dio che porta ad accettare i piccoli passi, i processi, l’autorità mondana, i colloqui, le trattative, i tempi lunghi, le mediazioni. Tutto ciò, che serve al tentativo di evitare lo scontro, per quanto resti ineliminabile. Francesco non si impegna nel discernimento delle forze (partitiche, politiche, militari) con le quali allearsi e da sostenere per far trionfare il bene. Egli confida nel futuro escatologico, ed in Dio solo. Ma è proprio questo che lo spinge a tentare ogni possibile sforzo per puntare all’ integrazione”, a ciò che porta gli uomini sulla strada del bene, pur in mezzo alle tentazioni di questo mondo. Quest’accettazione della conversazione diplomatica si fonda sulla certezza che non si dia a questo mondo l’impero del bene, esattamente come non si realizza l’impero del male. Il potere mondano è per questo definitivamente de-sacralizzato. Se chi fa il politico è chiamato a farsi “santo” proprio facendo il politico, operando per il bene comune, d’altra parte nessun potere politico è “sacro” e, parimenti, nessuno è il “cattivo”, cioè l’incarnazione del demonio. Per questo bisogna dialogare con tutti. E ciò è scandaloso perché lascia aperta una porta (a volte davvero stretta, ma comunque aperta) L’energia che porta Francesco a frenare la corsa del mondo verso il baratro, dunque, non lo spinge al compromesso con i poteri, ma lo obbliga a impegnarsi nel dialogo con essi. Questo è il punto più delicato del ragionamento, perché a volte la Chiesa intende che l’unico modo di frenare la decadenza sia quello di allearsi con un partito che ne permetta la sopravvivenza come agenzia di senso. Bergoglio, invece, dialoga con ciascuno e con nessuno stringe alleanze. In virtù di questo atteggiamento Francesco si assume sotto il profilo diplomatico la responsabilità di posizioni rischiose e spesso criticate. I suoi detrattori lo accusano di “confusione”, ma in realtà questa parola è soltanto un tentativo di imbrigliare la sua libertà di movimento che non risponde esclusivamente a criteri di prudenza. Anzi, a volte la tradizionale cautela diplomatica cede il passo all’esercizio della parresia, fatta di chiarezza e perfino di denuncia problematica. “Per quanto invece riguarda la misericordia, si afferma che è stata come il “filo conduttore” che ha guidato i suoi viaggi apostolici già nel corso dell’anno passato”. In genere quando pensiamo alla misericordia siamo convinti di far riferimento a un buon sentimento cristiano, ma sentir declinare questa parola all’interno di un contesto politico, diplomatico e geopolitico Nel libro si parla anche della misericordia politica di Bergoglio che ha una forte radice teologica, e si fonda su una radice essenziale: il volto di Dio. In fondo, il Giubileo della Misericordia ha espresso l’impegno a riaprire in termini non soltanto astratti, ma esistenziali, la questione su chi è Dio. Il volto di Dio misericordioso fonda un modo nuovo di affrontare l’impegno politico; per questo Francesco ne ha parlato agli ambasciatori. Contemplare il volto di Dio porta a pensare la riconciliazione nello scacchiere mondiale come un obiettivo pratica Bergoglio, papa delle periferie, vuole mettere in guardia dall’esclusione economica e sociale che produce scarti umani e minaccia la fraternità. Tutti devono essere messi nella condizione di “rendere effettiva la loro dignità”. Questo minimo assoluto, a livello materiale ha tre nomi: casa, lavoro e terra; e un nome a livello spirituale: libertà di spirito, che comprende la libertà religiosa, il diritto all’educazione e tutti gli altri diritti civili. Un altro ampio settore senza protezione rischia di essere l’ambiente naturale, a causa di «una brama egoistica e illimitata di potere e di benessere materiale”. In conclusione, la Chiesa di papa Francesco in Africa ha di fronte a sé società più urbane e moderne, ma segnate da cambiamenti molto rapidi e incapaci di assorbire le contraddizioni con il loro passato. Le prime scelte di Bergoglio appaiono chiare e simboliche. Invitano soprattutto a non mancare l’appuntamento con la “Chiesa in uscita” anche in questo continente. La “pietra scartata” dell’Africa può diventare “testata d’angolo” e, proprio perché più scartata di tutte, metro di paragone per il mondo intero. Ma per innescare questo processo la Chiesa è chiamata a mettersi in movimento rispondendo alle innumerevoli sfide che si trova davanti con fantasia e visione per il futuro.

Biagio Gugliotta.

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