CRHRIS WICKHAM
L’EUROPA
NEL
MEDIOEVO
PAGG 472
2018 CAROCCI EDITORE
COSTO 34 EURO

La storia di un millennio che va dal 500 al 1500, spiegata da uno degli studiosi di storia medievale come Chris Wickman, un periodo caratterizzato da mutamenti politici e sociali e da guerre tra stati. Un libro interessante che offre importanti spunti di riflessione sulla storia di questo periodo quale spunto per comprendere in particolare il Medioevo come periodo storico fatto da luci ed ombre.

Il libro di Crhris Wichman “L’Europa nel medioevo” di 472 pagine, edito da Carocci editore, ed acquistabile al prezzo di 34 euro, mette in rilievo che il Medioevo mostrò dei chiari momenti di cambiamento e sono proprio questi a dare forma all’intero periodo.
La caduta dell’impero romano d’Occidente nel V secolo, la crisi dell’impero d’Oriente di fronte all’ascesa nel VII, la forza dell’esperimento carolingio basato su un’opera di governo a valenza morale e su vasta scala alla fine dell’VIII e nel IX , l’espansione del cristianesimo nell’Europa orientale e settentrionale nel X, la radicale decentralizzazione del potere politico, religioso in Occidente nel XII e XIII secolo.
Come pure l’eclissi di Bisanzio nel medesimo periodo, la peste nera e lo sviluppo delle strutture statali nel XIV secolo.
Quindi l’autore di questo libro nei vari capitoli, affronta i cambiamenti socio-politici verificatisi nel millennio che va dal 500 al 1500, e l’elenco dei momenti di cambiamento si presenta con una linea narrativa diversa da quella che compare esplicitamente, o implicitamente, nei tanti resoconti della storia medievale europea.
>Una narrazione ancora oggi molto diffusa vede l’Europa emergere dal degrado con le riforme gregoriane dell’XI secolo, lo vede uscire dall’ignoranza con il “Rinascimento del XII secolo” dalla povertà con le attività tessili dei Fiamminghi ed il commercio marittimo veneziano, della debolezza marittima con la costruzione statale (e nazionale) di Enrico II ed Edoardo I d’Inghilterra, di Filippo II Augusto e Luigi IX in Francia, di Alfonso VII e Ferdinando III in Castiglia, per poi raggiungere l’apogeo nei secoli del pieno Medioevo, il XII ed il XIII, con le crociate, la cavalleria, le cattedrali ecc.
L’inizio del medioevo è collegato alle crisi politiche seguite dalla caduta dell’impero romano d’Occidente nel V secolo, la cui data approssimativa del 500’ come linea di demarcazione fra storia antica e medievale indipendentemente dalla possibilità che si consideri l’impero romano” come miglioramento dei suoi stati successori in occidente, questi ultimi erano frammentati strutturalmente più deboli ed economicamente più semplici.
Il 1500 risulta più difficile da qualificare:” i cambiamenti furono di minore entità o quantomeno i presunti segni del popolo moderno” non furono affatto significativi.
Nel libro si intrecciano due fattori importanti: quello politico che abbiamo già descritto, e quello religioso caratterizzato dalla diffusione nel periodo centrale del medioevo del cristianesimo negli stati europei anche se non creò una cultura comune, dal momento che i processi di espansione nord dei cristiani, latini e di quelli greci furono separati.
Inoltre bisogna tenere presente dei i mutevoli confini tra territori governati da cristiani e musulmani; i primi intenti a spingersi verso la Spagna del Duecento, e gli ottomani che premevano verso nord dei Balcani, fecero si che il concetto di Europa cristiana non corrispondesse mai alla realtà, come del resto accade ancora oggi.
Il merito dell’autore del testo è ascrivibile alle sue capacità di raccontare il periodo in esame ed in particolare di far parlare al lettore di oggi, fatti persone, documenti remoti.

Biagio Gugliotta